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Libri suggeriti


 




Un cuore nuovo: dal male di vivere alla gioia della fede, Beatrice Fazi (Piemme Incontri, 2015)



Con una sincerità che sorprende, Beatrice Fazi - la Melina di "Un medico in famiglia" - racconta il suo incontro con Gesù e la conversione religiosa che l'ha salvata da un profondo stato di disordine emotivo e alimentare, anche a seguito di un aborto praticato a vent'anni. Beatrice racconta del suo cuore diventato di pietra, incapace di provare sentimenti, e di quel pozzo senza fondo in cui era caduta, tormentata da una fame inestinguibile, fisica e psichica, che non riusciva a saziare in alcun modo. Ella confessa: "Mi difendevo a modo mio dagli urti che mi avevano così pesantemente demolita, ma in questo modo scavavo sempre più a fondo nel buco nero della mia anima. C'è voluto un lungo cammino di guarigione per ritrovare il senso della vita e per chiedere un cuore nuove, capace di accogliere l'amore e di ricambiarlo a piene mani."

Dare un nome al dolore: elaborazione del lutto per l'aborto di un figlio, Benedetta Foà (Effatà, 2014)


Come aiutare una "mamma mancata", una donna che ha scelto l'aborto, ad elaborare il terribile lutto della perdita, sapendo che quella perdita è stata da lei voluta e accettata? Come offrire a queste donne il conforto della fede e di un percorso psicologico mirato? La spiega l'autrice psicologa clinica, in questo testo che fornisce risposte a una sofferenza spesso taciuta in nome del politicamente corretto. Presentazione e prefazione di due psichiatri, Alberto Passerini e Tonino Cantelmi.  Leggete l'intervista con l'autrice!

- Lui e l'aborto: viaggio nel cuore maschile, Antonello Vanni (San Paolo Edizioni, 2013)



Come reagisce un uomo alla notizia della gravidanza della donna? Perch
è la spinge all'aborto o cerca in tutti i modi di convincerla a tenere il bambino arrivando a gesti estremi per salvarlo? Perchè i maschi di oggi tacciono, o devono tacere, non riuscendo a esprimere una posizione forte sull'aborto? L'incapacità di accogliere la vita nascente è connaturata alla figura maschile o e' espressione delle tendenze secolarizzate e abortiste del nostro modello culturale? Quale influenza hanno, nel ricorso maschile e femminile all'interruzione di gravidanza, le critiche condizioni economiche in cui viviamo? La non conoscenza della crudeltà delle procedure abortive alimenta il silenzio della coscienza negli uomini? La legge 194 ha un effetto diseducativo sui giovani perpetuando nei maschi il disorientamento verso la vita concepita? L'esperienza dell'aborto ha un impatto traumatico sulla psiche maschile? Se si', chi e come può rispondere al bisogno di ascolto e comprensione di questi uomini?



- De adoptionis: Lo spirito di adozione nella famiglia umana, Osvaldo Rinaldi (Editrice Ancilla, 2011) Un bellissimo e utilissimo libretto per la coppia che discerna la possibilità di ampliare la propria famiglia attraverso l'adozione di un figlio. Consigli pratici e riflessioni spirituali su questa vocazione poco conosciuta.




- Lo strappo nell'anima, Giuliana Perantoni Savaresti (Ed. San Paolo, 2013)




Un recente saggio (vedi qui in basso) mette in dubbio il fatto che l'aborto lasci nelle donne ferite profonde e traumatiche. "Lo strappo nell'anima," scritto da una psicoterapeuta (e forse indirizzato soprattutto agli psicoterapeuti), dice ben altro. Nonostante il ricco contenuto clinico, il testo si legge facilmente. Leggete una presentazione del libro!


Il recente saggio di cui si parla qui in alto è "A. La verità vi prego sull'aborto" di Chiara Lalli:



Mentre il libro ha catturato interesse, a nostro parere la sua tesi manca gravemente sia sul piano intelletuale sia nel suo collegamento con la realtà vissuta dalla grande maggioranza delle donne che affrontano la decisione se abortire o meno. Leggete un'Introduzione critica e una Recensione critica.




Un'altro libro recente, tra la quintina considerate per il Premio Strega 2013, è "Nessuno sa di noi" di Simona Sparaco, che racconta la sofferta esperienza di una coppia italiana che viaggia in Inghilterra per eseguire un aborto tardivo, ben oltre il limite permesso dalla legge italiana:



Questo "romanzo" molto coinvolgente dà un'occhiata dolorosa all'esperienza delle persone che affrontano l'annuncio di una diagnosi prenatale negativa e il dover prendere decisioni riguardo una gravidanza patologica o un feto terminale. Nonostante i punti forti del racconto, noi dissentiamo fortemente dalla conclusione di molte recensioni del libro, che dipingono la mancata disponibilità, nel territorio italiano, dell'aborto a 28 settimane, quasi come un'ingiustizia e una violenza più grandi dell'aborto stesso. La soluzione proposta da alcune voci sembra essere: aborto tardivo sotto casa nostra, nonostante la fase di sviluppo del bambino in grembo.

Noi invece crediamo che sia le mamme sia i bambini meritino di meglio.
Chi è afflitto da difetti o malattie che portano la prognosi di "incompatibilità con la vita" ha bisogno di un'accoglienza che comprende cure amorevoli, anche se solo palliative. La mamma che porta in grembo questo piccolo e il papà che sta accanto ad entrambi, non hanno bisogno della violenza dell'interruzione tardiva della gravidanza, ma di un aiuto per poter amare ed accogliere il proprio figlio, senza alzare la mano contro la sua vita.

In altre parole, invece di più aborti genetici
(eufemisticamente chiamati "terapeutici"), ci vogliono iniziative creative che incarnano l'antica norma della medicina, "Primum non nocere." Perciò qui in Italia proponiamo, invece dell'espansione dell'aborto tardivo, l'espansione di un aiuto e di un accompagnamento come quello già offerto dalla Quercia Millenaria, nonché l'espansione degli hospice perinatali e del comfort care per i bambini che nasceranno con patologie o malformazioni gravi. Invece di diffondere sempre di più l'aborto genetico sotto casa nostra, siamo a favore dello sviluppo di risposte meno violente per madre e figlio, e per il personale medico che si è dedicato a curare la vita e non ad eliminarla. 


- Io ballo con Dio: la suora che prega danzando, Sr. Anna Nobili (Mondadori, 2013)



"Dalle discoteche al convento: storia della mia conversione". Un titolo straordinario per presentare una storia straordinaria di una giovane donne e della sua trasformazione. Questo racconto commovente tocca non solo l'esperienza dell'aborto, ma tanti problemi culturali , sia del meridione sia del settentrione.  Se sei una donna giovane e bella con talento e passione per il ballo, e passi le notti della tua giovinezza nei locali notturni di Milano, ballando come un'indemoniata sui cubi tra alcol, tragressioni e sesso facile, e poi diventi una suora operaia dal vestito coloro cielo della Santa casa di Nazareth, allora è  vero che hai una grande storia da raccontare! E questo è quanto fa Suor Anna Nobili in questo memoir veritiero e senza sconti. La confessione della religiosa trafitta da una "folgorazione sulla via della danza", quasi come una novella figlia di San Paolo. Da ballerina del  mondo berlusconiano a "ballerina di Dio", ideatrice di una nuova forma di danza che ora insegna a gruppi di giovani ballerini, anche bambini. Suor Anna prega con la danza. Pregare col corpo è il suo modo di entrare in sintonia con la Parola di Dio. Questa storia dolce e provocatrice testimonia la Potenza dello Spirito Santo per trasformare una vita che sembrava persa, e ha qualcosa da insegnare tutti coloro che sono in cammino della conversione, cioè tutti noi cristiani.



- Rinascere si può: postaborto e riconciliazione, p. Massimiliano Michielan, ofm (Ed. Porziuncola, 2011)   L'autore è psicoterapeuta e sacerdote.



L'aborto apre spesso scenari di disperazione, di rabbia, di autocondanna, ma anche di rimorso e pentimento, qualunque possa essere stato il grado di effettiva responsabilità.Come si colloca la visione cristiana di fronte a tutto questo? Quale speranza può offrire nella vita e nell'anima di persone che hanno vissuto il dramma dell'aborto? Grazie al dono della riconciliazione, inserito dentro un percorso di crescita spirituale, la "ferita" dell'evento abortivo può trasformarsi in "cicatrice" la quale, lasciando la consapevolezza di quanto accaduto, diventa segno di quel perdono che aiuta non solo a vivere l'esperienza totalmente nuova ed insperata di una comunione reale con il bambino abortito, ma anche in una reale riconciliazione con se stessi e con Dio. Un'opera che può essere solo divina: colui che crea è anche colui che ri-crea nel suo amore infinito, al di là di ogni possibilità umana.
 


Forbidden Grief: The Unspoken Pain of Abortion ("Lutto proibito: il dolore taciuto dell'aborto"), Theresa Burke, PhD (Psicoterapeuta fondatrice della Vigna di Rachele)

        (Il link in alto vi permette di leggere i primi capitoli  già tradotti in lingua italiana. L'intero libro è in via di traduzione.)


Attraverso sessioni di psicoterapia individuale e di gruppo, la  Dr.ssa Burke ha dedicato più di 25 anni alla ricerca e al trattamento delle donne che lottano con i postumi dolorosi dell'aborto. Molte delle donne che lei ha trattato si sono rivolte a lei perchè altri psicoterapeuti hanno rifiutato di credere che un aborto potesse essere la causa di un trauma significativo. Altre donne si sono rivolte a lei perchè la loro famiglia e i loro amici hanno mancato di capire la realtà del loro dolore e sofferenza.

L'aborto causa conflitti. Molte donne hanno detto di aver affrontato una battaglia interiore giornaliera tra  il condannare se stesse e difendere la propria scelta. Attingendo all'esperienza e all'intimità di centinaia dei suoi  clienti, la Dr.ssa Burke mostra come i sentimenti repressi  possono essere esternati attraverso comportamenti autodistruttivi, relazioni interrotte, ossessioni , disturbi dell'alimentazione, difficoltà genitoriali e altri problemi emozionali o comportamentali. Forbidden Grief dà al lettore una migliore comprensione della natura e dell'origine dei postumi irrisolti dell'aborto e di quali passi possono essere intrapresi alla ricerca di un risanamento interiore.



- Maternità interrotte: le conseguenze psichiche dell'IVG
A cura di Tonino Cantelmi, et al, con Prefazione di Claudio Risé (San Paolo, 2011)




Oggi la gravidanza è quasi sempre rappresentata come un evento gioioso e atteso, ma in alcuni casi può avere un'evoluzione estremamente dolorosa: l'aborto volontario. Si tratta di un evento tragico, una soluzione violenta e mortifera, che da molte donne viene vissuto come un trauma. Alla morte fisica del bambino, infatti, corrisponde la morte di una parte della psiche della madre. In questo volume gli autori parlano di aborto a partire dalle donne dalle sofferenze che questa decision spesso determina in loro e nell'ambiente che le circonda.

- La salute delle donne dopo l'aborto volontario: la evidenza medica e psicologica ("Women's Health after Abortion: The Medical and Psychological Evidence" (De Veber Institute, Canada)
Cliccare su www.postaborto.info per leggere i capitoli già tradotti in lingua italiana di questa raccolta di studi internazionali sui postumi dell'aborto.




Sullo stesso sito sito appare anche un libro di ricerche sui postumi post-aborto con dati ancora più aggiornati:



- L'olio sulle ferite: una risposta alle piaghe del divorzio e dell'aborto,
         a cura di Livio Melina e Carl Anderson
(Cantagalli, 2009)
   


Conoscendo i drammi dell'aborto e del divorzio, come passare oltre senza badare a colore che ne sono vittime e che soffrono per le profonde ferite? Il presente volume si ispira all'icona del buon samaritano, articolandosi in due momenti: "un cuore che vede", che si avvicina, prova compassione e cerca di conoscere la situazione....  E poi l'"agire in modo conseguente": prendersi cura e farsi carico dell'altro... Si intende così promuovere l'ascolto e la riflessione sulle sofferenze delle persone che hanno vissuto il trauma del divorzio dei propri genitori e/o quello di un aborto procurato. Lo scopo è di trovare modi concreti per sviluppare una risposta pastorale efficace per coloro che soffono...  (Il volume contiene gli atti di un convegno tenutosi ad Aprile 2008, che includono dieci relazioni/saggi sulla risposta pastorale al problema dell'aborto.)


 - Ma questo è un figlio: Testimonianze dal dramma dell'aborto
  (Gribaudi, 2007, a cura di Giuseppe Garrone, Tel: 800-590005)




   
 
Originariamente pubblicato nel 1998, questo è il primo libro in lingua italiana che raccoglie 27 storie vere di donne e uomini che hanno abortito. C'è un filo conduttore che le lega: la gravidanza inaspettata, in condizioni difficili, che sembra creare solo problemi... l'aborto come unica soluzione, che poi si rivela invece la più grossa sconfitta. Poi il crollo, la ferita che rimane aperta nel cuore e che sembra non volersi più rimarginare...


 - Quello che resta: parlare dell'aborto partendo dall'aborto (Vita Nuova, 2007)     www.il-dono.org



   

16 testimonianze di donne che hanno vissuto l'IVG e che raccontano paura, solitudine, sofferenza, illusioni ed infine un dolore profondo che non dà tregua e non passa nemmeno a distanza di anni. Le testimonianze commoventi sono seguite da 6 saggi scritti da psicologi, medici, psichiatri, che mettono a disposizione la loro esperienza professionale per "spiegare" questo dolore e aiutare la donna ad attraversare il lutto, perché diventi un cammino verso la redenzione, la rinascita, il perdono.
 



Più Libri suggeriti:

La favola dell'aborto facile: Miti e realtà della pillola Ru486,
Assuntina Morresi e Eugenia Roccella
(FrancoAngeli, 2006)



Una campagna ideologica indifferente alla salute delle donne ha diffuso, intorno alla Ru486, la pillola abortiva, il mito di un aborto facile... La realtà è drammaticamente diversa: l'aborto chimico è più rischioso, doloroso, traumatico di quello effettuato con altri metodi. Inoltre dura molto più tempo, e riversa ogni responsabilità su chi lo subisce, sollevando i medici e le strutture sanitarie da molti problemi. Le donne che ne hanno fatto esperienza hanno segnalato spontaneamente centinaia di eventi avversi....
Di tutto questo, come delle vicende oscure e delle pressioni internazionali che hanno accompagnato fin dalla nascita la pillola abortiva, parla questo libro, partendo da una vasta e impressionante documentazione.



- Un cammino senza fine, Carlo Carretto (Cittadella Editrice, 1986, 5ª stampa 2008)

Due temi di fondo si intrecciano in “Un cammino senza fine”: quello del cammino che ogni uomo deve fare per giungere all’«Assoluto di Dio» e quello della sorte dei bambini morti o fatti morire nel grembo materno. Entrambi sono uniti nel tema della vita eterna; che Dio ha dato ad ogni uomo dal momento del concepimento e che nessuna forza può distruggere; e in quello della speranza; che sorregge e guida il cammino di chi è ancora sulla terra. Un pizzico di poesia e fantasia donano a questo testo — che tratta di argomenti decisivi per la fede dell’uomo — leggerezza e coraggio. Come sempre, Carretto affronta temi tosti e impegnativi, di fronte ai quali non si può non riflettere e pregare. Un libro che commuove, che interroga, che provoca, che vivifica... Ricco di citazioni bibliche, è ancora una volta un modo per verificare la propria fede, per sperimentare che a Dio nulla è impossibile e che il miracolo della donna sterile che partorisce si ripete ancora oggi.



- Lettera a un bambino mai nato, Oriana Fallaci  (BUR, 2009, pubblicazione originale 1975)
Un classico la cui lettura o ascolto permette di entrare nella psicologia della donna che prende la decisione di far nascere o meno il proprio bambino.  Ascolta QUI la recita fatta dalla Fallaci stessa.


   - Il Progetto Rachele: il volto della compassione,
            Vicki Thorn (Libreria Editrice Vaticana, 2009)



 Lo scopo di questo libro è di comunicare alle donne e agli uomini, in particolare a coloro attivi nella comunità cristiana, che è possibile vincere il proprio dolore e uscire dal tunnel della disperazione. Questa non vuole essere una campagna filosofica o morale contro il diritto ad abortire. E' un libro che nasce piuttosto dall'esperienza di quarant'anni d'incontri con donne e uomini che hanno condiviso nel contesto di questa pastorale ecclesiale, ormai attiva da più di 30 anni negli Stati Uniti, loro ferite. A motivare questo libro ci sono le loro parole: "l'aborto lascia una profonda lacerazione nell'anima".   Le ferite dell'anima sono proprio il terreno su cui la Chiesa è chiamata a lavorare, quindi questo è un libro indirizzato ai sacerdoti, ma utilissimo per gli psicoterapeuti, operatori sociali, le guide spirituali e le persone che hanno vissuto in prima persona l'esperienza dell'aborto.




 


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A volte l'esperienza di un aborto può creare intense emozioni che forse non potete gestire adeguatamente da soli. In caso di necessità rivolgetevi ad un professionista abilitato.
 
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