Ritiro weekend: FAQ's 
(Domande frequenti)




Quanto costa il weekend?

Il costo del weekend varia tra sedi perché dipende dai costi affrontati dall'equipe di volontari che lo offrono, e, soprattutto, dai costi di affitto, vitto e alloggio della struttura ospitante.  Dipende anche dalla presenza o mancanza di una sponsorizzazione da parte di enti e organizzazioni locali che aiutano finanziariamente la sede nazionale della Vigna di Rachele che, pur essendo un apostolato internazionale, non dispone di risorse finanziarie proprie le quali devono essere ricercate tra i donatori e benefattori locali e nazionali.

L'offerta richiesta per i prossimi ritiri a Bologna è di 170 euro a persona, oppure 300 euro per la coppia (oppure due familiari, ad esempio, una donna che partecipa insieme a sua madre al weekend). Questa offerta include vitto e alloggio da venerdì alle ore 14.00 fino a domenica alle ore 17.00, tutti i materiali usati nel ritiro, più l'incontro post-weekend che avrà luogo ca. 6 a 8 settimane dopo, in una data che verrà determinata durante il weekend stesso.

Dato il fatto che il costo reale del weekend supera la somma dell' offerta richiesta, gli sponsor della Vigna di Rachele contribuiscono con fondi personali o donazioni ottenute da amici che, capendo il valore di questo programma, lo desiderano sostenere finanziariamente. 

NB: Ogni eventuale benefattore che volesse alleviare, con qualsiasi somma, i costi affrontati da una o più partecipanti al weekend è invitato a contattarci per avere le informazioni al riguardo. Vi saremmo molto grati per un tale gesto di solidarietà, soprattutto in questo primo avvio dei ritiri in Italia. 

Anche se attualmente la sede italiana non può promettere agli aspiranti partecipanti un aiuto finanziario per coprire il costo del weekend, in ogni caso possibile cercheremo di trovare uno sponsor che aiuti, anonimamente, un(a) partecipante che abbia particolari difficoltà finanziarie. Non abbiamo mai dovuto rinunciare ad un(a) partecipante per mancanza di fondi!!

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Quanto tempo dura il weekend e dove si svolge?

Il weekend normalmente inizia venerdì pomeriggio verso le ore 14.00 (con l'arrivo verso le 13.00-13.30 per permettere un momento di pausa, uno spuntino e l'assegnazione delle stanze), e continua tutto il weekend fino alla conclusione, domenica pomeriggo verso le 17.00-18.00. Siete invitati a restare nella struttura ospitante tutto il fine settimana, a mangiare tutti i pasti con noi, e a dormire lì. In alcune strutture avrete una stanza singola, in altre sarete in una stanza doppia insieme ad un'altra partecipante. 

Per vedere alcune foto di una tipica Struttura ospitante cliccate qui .


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Chi facilita il weekend?

Ogni weekend viene facilitato da un'equipe di volontari che hanno già fatto l'esperienza del weekend e si sono formati nel metodo della Vigna di Rachele. Quest'equipe di volontari  è composta da persone compassionevoli, che non vi giudicheranno, e normalmente include: la coordinatrice nazionale della Vigna di Rachele, una psicologa cattolica o d'ispirazione cristiana, una donna (e, a volte un uomo) che ha avuto l'esperienza dell'aborto, un sacerdote ed altri volontari laici. 

Queste persone offrono liberamente il loro tempo, a volte pagando le proprie spese di viaggio da varie regioni d'Italia, perché capiscono quanto può essere lacerante l'esperienza dell'interruzione di gravidanza, e perché comprendono sia le ferite che tale esperienza può lasciare sia il bisogno di molte donne e molti uomini di un risanamento interiore dopo di essa. Queste persone sono amorevoli e competenti, e vi rispetteranno dovunque vi troviate nel vostro percorso di elaborazione del lutto, così da aiutarvi a fare dei passi avanti verso il recupero e ad approfondire la vostra guarigione interiore.

Ogni esercizio del weekend vi offre un invito a riflettere sulla vostra esperienza e ad esplorare le vostre emozioni. In nessun momento verrà spinta o forzata la vostra partecipazione. Verrete invitati a condividere la vostra esperienza con il gruppo, ma, in certi momenti, potete anche elaborarla nel silenzio del vostro cuore. 

Il percorso che offriamo rispetta una diversità di culture, di espressioni di fede e di pratiche religiose. Anche se gli esercizi offerti spesso avranno come punto di riferimento la presenza di Dio, rivelata attraverso le Scritture e nella persona di Gesù Cristo, non ci sarà alcuno sforzo per "convertirvi" alla fede cristiana. Attraverso ogni esercizio e ogni momento di silenzio, scoprirete un percorso personale che vi invita semplicemente ad ascoltare la "voce" della propria storia, e a dialogare intimamente con il vostro Creatore.


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Quante persone ci saranno nel weekend?

Nei ritiri weekend della Vigna di Rachele ci sono tipicamente tra 8 e 10 partecipanti. A volte ci saranno più o meno persone. Quest'esperienza viene offerta in un gruppo relativamente piccolo per mantenere un ambiente intimo e personale, e per permettere ad ogni partecipante sufficiente tempo per riflettere, per raccontare e condividere con gli altri, ed elaborare senza fretta quella esperienza. C'è, inoltre, la presenza dell'equipe, formata normalmente da 4 a 5 persone che facilitano il weekend stesso, guidando gli esercizi e prestando attenzione ai bisogni particolari di ogni partecipante. Se il weekend viene ospitato in una struttura che permette l'autogestione della cucina ci saranno ancora più membri dell'equipe che si occuperanno della preparazione dei pasti.

 
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Perché fare questo percorso in un gruppo?

Noi vediamo l'esperienza dell'aborto come un trauma. Gli eventi traumatici sono spesso aggravati dal bisogno di nascondere quest'esperienza. In questa segretezza, mantenuta con molto sforzo, la vergogna, la rabbia, i sensi di perdita e di colpa, non trovano voce e quindi diventano "tossiche". Inoltre, molte donne che hanno abortito hanno in precedenza vissuto altri traumi. Per le vittime del trauma il cammino verso la guarigione inizia dal momento in cui trovano un ambiente sicuro dove rivedere e "ricostruire" con l'aiuto di persone capaci e compassionevoli la storia del proprio trauma o dei traumi vissuti. Da questo punto di partenza si può camminare verso la guarigione, percorrendo vie che ricostruiscono i legami spezzati: con se stessi, con Dio e con altri nella famiglia e nella comunità. 

Il contesto di gruppo, se ben gestito, è molto catartico perché altre persone che hanno conosciuto la stessa esperienza possono offrire una "convalida" dei sintomi sofferti, eliminando il senso di solitudine nella sofferenza. Questi elementi "di comunità" e "di unione" nel percorso verso la guarigione danno un valido ed efficace sostegno all'individuo.  

Tutto ciò non nega il valore della psicoterapia o del counseling individuale, né della guida spirituale che si può ricevere da un confessore o da una operatrice pastorale. Tuttavia, un'esperienza del percorso fatto in gruppo spesso offre la possibilità di una guarigione interiore più completa e più profonda, soprattutto quando si può includere il sostegno di una persona cara.  

Potete leggere i commenti di altre persone che hanno fatto il weekend della Vigna di Rachele cliccando su Esperienze.  Ciò che troverete spesso in quei commenti è la testimonianza di un vero e proprio "travaglio"  che ha "partorito" un forte risanamento ed una nuova prospettiva sulla propria vita e sui rapporti con Dio e gli altri, che  permette di camminare verso un futuro pieno di speranza e di nuove possibilità.


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Cos'è un "ritiro spirituale"? 

Molte persone che fanno un Ritiro della Vigna di Rachele non hanno mai fatto un ritiro spirituale in passato, quindi scoprendo l’esistenza di questo weekend naturalmente si fanno questa domanda. Nel linguaggio odierno la parola "ritiro" facilmente viene associata al "ritiro sportivo" degli atleti. Pensando al ritiro "spirituale" forse si prende per scontato che esso viene fatto solo dai monaci, suore ed altri che hanno fatto voti religiosi. Invece i ritiri spirituali, che esistono in diverse tradizioni del mondo, possono essere indirizzati ai bisogni particolari di una vasta gamma di persone: ai giovani, alle coppie sposate, ed alle persone che stanno vivendo un momento particolare nella propria vita (di gioia, di lutto, di prendere decisioni, ecc). Da almeno 15 anni i ritiri spirituali esistono anche  per le persone che hanno avuto l'esperienza dell'aborto volontario e sentono il bisogno di  risanamento. 

A livello esteriore un ritiro spirituale consiste nell’opportunità di allontanarsi dalla routine della vita quotidiana per esaminare più a fondo la propria vita così da “vederla” sotto una luce diversa. Per fare ciò, spesso, vengono offerte brevi letture, opportunità per scrivere, momenti di silenzio, riflessione e preghiera, ed altri esercizi progettati per facilitare “l’ascolto” della propria esperienza e l’opportunità di condividerla con gli altri. 

Ogni tradizione spirituale del mondo offre degli spunti o luci che guidano il cammino di colui o colei che cerca di indirizzare la propria esistenza, che cerca uno scopo e un significato per la propria vita, e che cerca di capire e risanare le esperienze del passato. La Vigna di Rachele è radicata non solo nella teoria psicologica ma, anche e soprattutto, nella spiritualità cristiana. Da questa ricca tradizione La Vigna prende gli spunti che possono aiutare le persone che portano le ferite derivanti dall’esperienza dell’aborto volontario.

Un ritiro è anche un modo di prendersi cura di se stessi. Per questo periodo di pochi giorni permettiamo che altri si prendano cura di noi: loro prepareranno i pasti, laveranno i piatti, ci aiuteranno ad ascoltare la storia della nostra vita e a raccontarla in un modo che ci alleggerisce e ci arricchisce. Ci ascolteranno, ci guideranno nella preghiera, si preoccuperanno di ciò che ci preoccupa, e porteranno sulle spalle una porzione dei nostri fardelli, così da rafforzarci per il cammino che c’è ancora da fare. 


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Non sono una persona religiosa, e voi parlate di "spiritualità".... 

La “spiritualità” si può definire in diversi modi, però ha sempre a che fare con il livello più profondo della nostra esperienza umana e della nostra persona. Tutto ciò che è reale, e soprattutto che ci spinge o ci conduce oltre i limiti della realtà materiale, fa parte della nostra spiritualità: esperienze di gioia, bellezza, amore e comunione, esperienze di sofferenza e delusione; il desiderio e la disperazione, consolazioni e sconsolazioni; un senso del progetto della propria vita e una convinzione sul destino di essa; la fede in Dio, in noi stessi, e negli altri, oppure la mancanza di una tale fede. Tutte queste realtà formano la spiritualità. Spesso essa è accompagnata da una pratica religiosa visibile, però anche le persone “non praticanti” vivono, de facto, una spiritualità.  

La chiamata alla spiritualità ci invita, prima di tutto, a svegliarci, a esaminare la propria esistenza e la propria esperienza così da penetrare il mistero della propria vita e scoprire il progetto per essa. Tutti siamo invitati a scoprire la spiritualità. Questo è vero anche per le persone che hanno avuto l’esperienza drammatica dell’aborto volontario. Infatti, le esperienze di dolore o perdita, disillusione o disperazione, esperienze (incluso quella dell’aborto) in cui i nostri sogni vengono schiacciati e il nostro futuro sembra buio, ci possono portare a un risveglio di spiritualità. Tali esperienze fanno nascere in noi domande sulle cose più vere e più fondamentali della nostra esistenza. 

Le donne e gli uomini che hanno avuto l’esperienza traumatica dell’aborto spesso si fanno domande di questo genere, anche molti anni dopo. L’affrontare un tale momento di verità può essere difficile, ma pieno di possibilità.  Individualmente o in coppia, le persone che portano dentro le ripercussioni dolorose dell’aborto, spesso cercano vie per andare oltre la disperazione, cercano un balsamo per lenire il dolore associato con la maternità o la paternità mancante. Cercano modi per “andare avanti”, per risanare l’identità ferita con l’aborto, e per ritrovare un senso del dono e della bellezza della vita. Con o senza una pratica religiosa formale, tutto ciò tocca la "spiritualità".  Per approfondire cliccate qui.


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Gli uomini possono fare un weekend della Vigna di Rachele?

Sì. Dopo l'esperienza dell'interruzione di gravidanza, gli uomini spesso combattono contro un senso di impotenza, oppure con un senso di fallimento nel loro compito di proteggere sia la madre che il bambino. Magari l'uomo-padre ha abbandonato la madre in attesa, ha detto che l'avrebbe lasciata, o l'ha minacciata con altre intimidazioni o punizioni nel caso che avesse fatto nascere il bambino che portava in grembo.  

Altri uomini hanno sofferto l'impossibilità di proteggere il loro bambino. Magari desideravano, o persino hanno cercato di, fermare un aborto scelto dalla madre del bambino, o da un altro familiare di lei o di lui. Quest'esperienza d'impotenza davanti ad un aborto non voluto può lasciare delle profonde ferite in un uomo: una fortissima ira, un risentimento o altre emozioni che devono trovare voce per essere guarite. 

Ancora, altri uomini non hanno mai riconosciuto l'umanità dei loro bambini mai nati, forse avendo detto alla loro compagna, "è tua la decisione" (una forma politicamente corretta di abbandono). Anche questi uomini, in seguito ad un aborto compiuto, possono affrontare un lutto profondo, sensi di colpa, perdita e rimorso. A volte tali emozioni vengono in superficie solo molti anni dopo l'esperienza abortiva, ad esempio, in occasione della nascita di un bambino "desiderato" oppure nel contesto di un matrimonio felice. A volte, mentre la coppia si prepara ad accogliere il  "primo" figlio, il marito si ritrova ad affrontare, più onestamente, il proprio ruolo nei passati aborti  con ex-fidanzate.

In breve, gli uomini che sono stati coinvolti negli aborti hanno bisogno di risanare le ferite che l'aborto lascia nel cuore e nell'anima maschile. In tanti Paesi del mondo gli uomini hanno partecipato al weekend della Vigna di Rachele e hanno vissuto attraverso quest'esperienza un risanamento interiore che ha cambiato la vita. Gli uomini sono i benvenuti anche nei ritiri che ora iniziano in Italia. Per vedere alcuni commenti di uomini cliccate su Esperienze oppure consultate la nostra pagina Uomini


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Dovrei invitare il mio coniuge, o un'altra persona che mi offre un sostegno emozionale?

Abbiamo visto molte coppie partecipare insieme al weekend. In alcuni casi sono coniugi che hanno abortito insieme, e in altri casi il coniuge che non ha partecipato in un aborto precedente della partner ha partecipato al ritiro per offrire un sostegno al coniuge. Durante i molti anni in cui il weekend è stato offerto i risultati sono stati eccezionalmente positivi, e le coppie constatano un incremento nella comunicazione e nell'intimità di coppia, dopo aver fatto l'esperienza del ritiro. 

Ci sono anche state persone che hanno deciso di partecipare con uno o entrambi i genitori, soprattutto se la madre o il padre ha forzato la figlia ad abortire, o se la decisione di abortire è stata presa spinta da paure di disapprovazione, condanna, rifiuto/non-accettazione o violenza familiare.

Il danno all'interno dei rapporti familiari può essere affrontato nel contesto sicuro della Vigna di Rachele, dove ogni partecipante viene accolto con compassione e rispetto.  Il weekend offre un'opportunità unica di confrontarsi con questo dolore, di elaborare l'esperienza vissuta, e di riconciliarsi, così da risanare individui e rapporti fra individui. Perciò, vi incoraggiamo con dolce premura a considerare questa opzione. Se decidete che le circostanze del momento non favoriscono una tale partecipazione familiare, in futuro ci saranno altre occasioni per fare questo passo.

Durante il weekend della Vigna di Rachele s'inizia il cammino verso la guarigione interiore attraverso il riconoscimento di ciò che si è frantumato dentro di noi. Ci si apre ad un onesto esame personale di ciò che ha portato all'aborto e ciò che lo ha seguito. Così camminiamo, passo a passo, integrando questo doloroso e spesso rimosso capitolo del passato, nella nostra "storia" di oggi. Andiamo oltre il semplice tentativo di dimenticare tutto, e, invece, con il sostegno di altre persone che ci accettano senza condizioni, scopriamo la possibilità di guarigione e di pace.  

Tale guarigione può avvenire solo quando l'isolamento e la segretezza vengono smantellati e la propria storia è rivelata ad altri che non cercano di giudicare e condannare. Nella presenza di una piccola comunità, e con l'aiuto di altre persone che riconoscono con compassione la nostra perdita e rispettano il nostro lutto, è possibile finalmente affrontare ciò da cui siamo fuggiti, a volte per anni o persino decenni.

L'importanza di un sostegno sociale nel processo di elaborazione del lutto riflette un aspetto importante della nostra natura umana: benché singoli individui, siamo anche, inevitabilmente, esseri sociali. La mancanza di un supporto sociale può impoverire o persino distruggere il nostro benessere fisico, emotivo e spirituale. D'altro canto, l'esperienza di un tale supporto, anche attraverso una sola relazione di autentica fiducia, ci può rafforzare e risanare.

Per quasi tutti, è solo quando abbiamo un sostegno dalle altre persone che non ci giudicano e non ci condannano, che ci sentiamo sicuri davanti alla possibilità, reale o immaginaria, del rifiuto sociale. Un tale sostegno rende  più facile l'affrontare e l'esplorare la parte più profonda dell'anima. Con questo sostegno s'impara ad accettare il perdono di Dio e del proprio bambino abortito, ad offrire il perdono ad altri, e ad accettarlo da se stessi. Con questo sostegno si scopre il paradosso che le esperienze più difficili, che più minacciano  di frantumare la propria anima e deformare la propria personalità possono diventare il fondamento su cui costruire un'esistenza più ricca, più profonda e più piena di significato.

La sicurezza emotiva e la riservatezza sono elementi essenziali nel momento in cui si inizia un'esplorazione di possibili cammini verso il risanamento delle ferite lasciate dall'esperienza abortiva. Tuttavia, se il percorso di guarigione incoraggia solo una consulenza privata, senza coinvolgere il coniuge o altri membri della famiglia, ciò può, in realtà, rafforzare lo stesso isolamento provato nel momento in cui si è dovuto provvedere a "risolvere il problema della gravidanza" nell'assoluta segretezza, facendo ricorso all'aborto. 

Quindi la psicoterapia/counseling individuale può essere circondata dalla stessa ansia provata nell'andare "da sola" ad abortire, perché si va, ancora da sola, a lottare con i postumi. Conseguentemente il segreto rimane intatto, così come la vergogna e i sensi di colpa che lo circondano.

Fino a quando si sostengono dubbi residui del tipo "se i miei genitori sapessero dell'aborto, mi rifiuterebbero.... [se mio marito/mia moglie sapesse, mi condannerebbe... se lo dovessi dire a mia sorella, mi giudicherebbe..."], non si è liberi di fidarsi autenticamente di nessuno, né di sperimentare la sacra e bellissima intimità di essere veramente conosciuti, accettati incondizionatamente ed amati.

Forse qualcuno a te vicino potrebbe aver bisogno di approfondire la propria conoscenza del trauma postaborto e di alcuni dei modi in cui quest'esperienza può avere un impatto su una donna. Speriamo che questo sito sia l'inizio di una tale scoperta. 

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Quali sono i benefici nell'invitare al weekend un'altra persona cara che mi sostenga?

Mentre cercherete di rievocare le memorie ed elaborare le emozioni collegate alla vostra esperienza, avrete anche l'opportunità di riconciliare i rapporti feriti o chiusi nella vostra famiglia. Anche se aveste deciso di venire da soli al weekend, domenica pomeriggio avrete ancora una bellissima opportunità di facilitare la riapertura di comunicazioni familiari attraverso la Funzione Commemorativa e la Messa finale, detta "di Affidamento". 

Se decidete di condividere quest'evento con un familiare, un coniuge, una cara amica oppure qualcun'altro che vi vuole bene, il vostro ospite sarà accolto a braccia aperte dall'equipe e dagli altri partecipanti. E' un grande dono che questa persona vi regalerà, se viene a stare al vostro fianco durante questo momento unico, sacro e, forse, irripetibile.

L'equipe offrirà un breve orientamento agli ospiti che potrebbero arrivare domenica pomeriggio, spiegando loro l'importanza della riservatezza e del rispetto per l'anonimità degli altri presenti. Aiuteremo ogni ospite ad offrire un appropriato sostegno in questo momento. L'esperienza di un lutto condiviso, se vissuto in un contesto ben preparato ed impiegando i veicoli giusti, fortifica i legami tra le persone, anche se in passato ci sono state tensioni o rotture nel rapporto. Il pianto condiviso approfondisce la tenerezza e l'intimità tra le persone, come vedrete sicuramente nel weekend della Vigna di Rachele

Quest'esperienza condivisa aiuta a lasciar andare gli effetti negativi del trauma lungamente tenuto dentro, avvolto in segretezza, vergogna, sensi di colpa e isolamento. La fiducia viene ristorata quando questa ferita viene rivelata in un ambiente sicuro e quando viene accolta con la compassione dei co-partecipanti al weekend. Questo circolo di compassione si ingrandisce quando arrivano i cari dei partecipanti.

Certo, ogni decisione di invitare un caro domenica pomeriggio, oppure no, verrà pienamente rispettata. Ecco un commento da una madre che è stata invitata da sua figlia:

       "Sono stata testimone di un miracolo lo scorso fine settimana. Nostra figlia ci          ha invitati per la Funzione Commemorativa del suo weekend della Vigna di 
        Rachele. E' stata una esperienza profonda: donne e uomini hanno avuto    
        l'opportunità di elaborare apertamente il proprio lutto, di dare nome a quel
        dolore e a quei bambini, e di condividere con gli altri la gioia che deriva dal
        rendersi conto che non si è soli in questo dolore. Mi sento molto più vicina a  
        mia figlia adesso, e sono onorata del fatto che lei si sia fidata abbastanza di noi
        da rivelarci sé stessa in questo dolore... In questo momento è stato
        anche bello vedere la Chiesa funzionare come dovrebbe funzionare, e cioè,
        come un rifugio, un ospedale per i peccatori e non un albergo per i santi.
        Ho l'impressione che tutti i presenti siano cresciuti nel loro rapporto con Dio e
        con la Chiesa come famiglia, non solo come istituzione. Pace e grazie a voi
        tutti."

Il weekend della Vigna di Rachele è molto rispettoso dei bisogni e delle situazioni uniche di ogni partecipante. Molte persone, solo dopo essere arrivati al weekend, potrebbero desiderare la presenza di una persona cara alla Funzione Commemorativa. Il conforto di un membro stretto della famiglia può essere un momento importante nel rompere l'isolamento e lenire le sensazioni di abbandono che frequentemente accompagnano l'esperienza abortiva. Il condividere il dolore e l'espressione del lutto, e poi l'esperienza di  guarigione e di speranza che seguono, possono purificare, risanare ed approfondire i legami tra noi e coloro che amiamo.

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Questo programma, può anche aiutare il mio matrimonio?

Il ritiro aiuterà specialmente le coppie che, fino ad ora, non hanno potuto elaborare insieme un lutto per l'aborto vissuto in passato da uno o entrambi i partners. L'incapacità o impossibilità di riconoscere insieme questa perdita crea una distanza che  può diventare amarezza e risentimento. Quando gli uomini si uniscono alle loro mogli nel lutto e nel cammino verso la guarigione, si apre la porta ad un miglioramento notevole nell'intimità fisica ed emozionale della coppia.


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La mia riservatezza sarà protetta in questo weekend?

Sì. Quando vi iscrivete ad un ritiro, il vostro nome non sarà comunicato a nessun individuo o gruppo in nessun caso. Se volete che il vostro nome compaia su di una lista a disposizione dei soli membri del gruppo del weekend, questa sarà una vostra decisione. 

Potete informarvi sulla Vigna di Rachele via e-mail (info.vignadirachele@yahoo.it) o via telefono (099.7724.518) e potete specificare in che modo volete ricevere le informazioni stampate (in formato email oppure per posta). La partecipazione è possibile solo dopo aver letto le informazioni inviate, compilato i moduli d'iscrizione, e rispediti all'indirizzo indicato sui moduli.

Dal momento della iscrizione fino alle ultime ore del weekend (in cui, a volte, arrivano dei cari a presenziare la Funzione Commemorativa e la Messa finale), viene preso molto sul serio l'impegno fatto da ogni partecipante a rispettare la riservatezza di tutti gli altri, spiegando al gruppo (e agli eventuali ospiti domenica pomeriggio) precisamente cosa comprende quell'impegno, preso da tutti. 

C'è un altro fatto che aumenta l'anonimità della partecipazione: Non poche delle partecipanti si iscrivono ad un weekend della Vigna di Rachele che si svolge in una località o regione diversa dalla loro zona di residenza. Questo, quasi sicuramente, sarà il caso nei primi ritiri tenuti a Bologna.

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Cosa succede dopo il weekend della Vigna di Rachele?

Durante il vostro weekend incontrerete persone meravigliose che, a causa del livello profondo di conoscenza reciproca raggiunta durante il weekend, potrebbero diventare alcuni fra i vostri migliori amici . Dopo il weekend stesso c'è l'opportunità di rincontrarsi con tutti i partecipanti nella mezza giornata post-weekend, normalmente tenuta  ca. 6 a 8 settimane dopo il weekend. 

Riconosciamo che un solo weekend, anche se intenso e veramente trasformatore come questo, non fa svanire una volta per tutte le difficoltà che alcuni partecipanti portano al ritiro. Siamo tutti in cammino, e anche se il weekend della Vigna di Rachele quasi sempre permette un grande passo avanti nel vostro cammino, e anche se serve come un ponte che fa attraversare un fiume di dolore, La Vigna non toglie tutte le difficoltà personali e le sfide interpersonali che si presentano nella vita quotidiana dopo essere tornati a casa.

Oltre ai suggerimenti dati in una delle sessioni finali del fine settimana, concentrata sul tema di come coltivare i buoni semi piantati durante il weekend, le sedi  della Vigna di Rachele offrono risorse scritte e un elenco di riferimenti ad altri servizi che vi potrebbero aiutare a continuare la vostra crescita spirituale e personale, e ad affrontare altre problematiche che potreste voler esplorare o approfondire in seguito. 

Per esempio, se avete una storia di abuso sessuale, potreste decidere, dopo il weekend, di cominciare (o continuare) a lavorare sull'impatto che tale esperienza ha avuto nella vostra vita; oppure se lottate con l'alcolismo o i disturbi alimentari ci potranno essere dei riferimenti dati durante il weekend che vi possano aiutare ad affrontare tali problemi. Alcune coppie, ad esempio, potrebbero aver bisogno di un servizio come quello offerto da Retrouvaille, un programma per i matrimoni in crisi. Per quanto possibile, siamo lieti di offrire tali indicazioni. 

Alcune donne e uomini potrebbero sentirsi chiamati a collaborare con La Vigna di Rachele aiutando con lo svolgimento di un futuro ritiro, ossia diventando membri dell'equipe a livello locale o nazionale. Un tale discernimento potrebbe iniziare durante l'anno seguente alla propria partecipazione al ritiro.

In futuro, per coloro che lo desiderano, si svilupperanno altri modi di mantenersi in contatto con le compagne e i compagni della Vigna di Rachele.

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Come mi iscrivo ad un weekend della Vigna di Rachele?

Per iscriversi al ritiro, scriveteci un email a: info.vignadirachele@yahoo.it , chiedendo le informazioni con i moduli allegati.

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